BIELLA

   La biella è uno dei componenti più sollecitati dell'intero motore. La sua funzione è quella di collegare il pistone (al quale è vincolata per mezzo dello spinotto) al perno di manovella dell'albero a gomiti. In una biella si possono distinguere la testa (è la parte che lavora sul perno di manovella). il fusto e il piede (è l'estremità nella quale si inserisce lo spinotto). Di norma le bielle sono in acciaio e vengono ottenute per stampaggio a caldo (fucinatura). Solo in qualche motore da competizione (o in qualche prototipo) si utilizzano bielle ricavate dal pieno ossia ottenute, per lavorazione alle macchine utensili, da una barra dì acciaio. Una importante eccezione è costituita dai recenti bicilindrici BMW a quattro valvole che utilizzano bielle ottenute per sinterizzazione. In certi motori da corsa (come ad esempio i Ducati ed altri che prendono parte al mondiale Superbike) le bielle sono in titanio. materiale più leggero dell'acciaio e che possiede egualmente elevate caratteristiche meccaniche ma che ha un costo altissimo. Nei motori motociclistici lo spinotto è di tipo "flottante" ossia risulta libero di ruotare sia nel pistone che nel piede della biella (le eccezioni si contano sulle dita di una mano). Lo spinotto può lavorare direttamente sull'acciaio (è questa la soluzione preferita dai costruttori giapponesi), ma in molti casi si preferisce impiegare una bussola in bronzo che viene inserita a pressione (ossia con interferenza) nel piede della biella. In qualche motore si fa ricorso alla ramatura galvanica del piede della biella. Nei motori a due tempi di norma il piede della biella è munito di una gabbia a rullini sulla quale lavora lo spinotto; nei 4T questa soluzione non viene invece impiegata (anche in passato ha trovato ben poche applicazioni). Le bielle possono avere la testa in un sol pezzo, che lavora su rullini (è la soluzione impiegata su tutti i due tempi e nella maggior parte dei monocilindrici a 4T), oppure di tipo scomponibile. In questo secondo caso la parte amovibile (fissata per mezzo di due viti mordenti oppure passanti e munite di dado) viene detta cappello e la testa della biella lavora su due semicuscinetti a guscio sottile (bronzine). Il preciso posizionamento del cappello è di estrema importanza e può essere ottenuto in più modi. Molto spesso si ricorre alle stesse viti di fissaggio che sono all'uopo munite di un gambo calibrato. In altri casi si utilizzano bussole o spine di centraggio. Talvolta si impiegano dentature triangolari ricavate di lavorazione meccanica sulle superfici di unione biella-cappello. Molto evoluta è la soluzione utilizzata nei recenti bicilindrici boxer BMW a quattro valvole che prevede il ricorso a superfici di frattura coniugate. Le bielle con testa scomponibile sono le uniche che si possono impiegare sugli alberi a gomiti monolitici. Le bielle con la testa in un sol pezzo, lavorante su rullini sono impiegate negli alberi compositi. Questi componenti altamente sollecitati, nei moderni motori motociclistici sono sempre in acciaio fucinato. Dato che la parete interna alla testa di biella deve fungere da pista di rotolamento per i rullini e deve quindi essere dotata di una elevata durezza, si impiegano acciai da cementazione. Dopo la fucinatura e le successive lavorazioni meccaniche la parte interna e le superfici laterali della testa della biella vengono cementate e temprate (in genere la durezza è dell'ordine di 62 HRc, con una profondità dì cementazione di 0.8-1.0 mm). E importante che le altre parti della biella (superficie esterna della testa. fusto...) non vengano cementate dato che in tal caso esse diverrebbero eccessivamente fragili in relazione alle sollecitazioni che devono sopportare. Dopo il trattamento termico la superficie interna della testa (ovvero la pista di lavoro dei rullini) viene sottoposta a rettifica ultraprecisa e/o a lappatura al fine di portarla al diametro prescritto e di impartirle la corretta finitura. Allorché si effettuano le lavorazioni è di importanza fondamentale curare il perfetto parallelismo e la perfetta complanarità degli assi dei due occhi (quello della testa e quello del piede). ovvero la "quadratura" della biella. Durante il funzionamento del motore le forze che agiscono sulla testa di biella tendono causare una ovalizzazione della pista esterna di rotolamento dei rullini. E quindi della massima importanza che la testa di biella sia dotata di una elevata rigidità, in modo tale di consentire alla pista di rimanere perfettamente cilindrica anche in presenza di elevate sollecitazioni. Oltre all'impiego di materiali aventi adeguate caratteristiche meccaniche è essenziale, a questo proposito, un adeguato dimensionamento. Secondo la casa tedesca INA, lo spessore radiale della parete della testa di biella, con un asse di accoppiamento di 18-22 mm. non deve essere inferiore a 6 mm. Nei motori a quattro tempi di elevate prestazioni. molto sovente la testa della biella è dotata di una o due nervature al fine di ottenere una elevata rigidità unitamente a un peso contenuto. Quando lo spinotto lavora su rullini, le pareti interne del piede di biella (che fungono da pista di rotolamento) devono venire cementate; in questo caso generalmente è sufficiente una profondità di cementazione dì 0,4-0,6 mm. Come già detto, perché la biella non manifesti durante il funzionamento del motore alcuna tendenza all'avvitamento (ovvero a spostarsi lateralmente), è necessario che l'asse d'accoppiamento sia perfettamente cilindrico, che vi sia un perfetto parallelismo tra gli assi dei due occhi della biella, che le sedi per i rullini nella gabbia siano parallele all'asse della gabbia stessa e che la pista di rotolamento esterna sia parallela a quella interna. E chiaro però che, per quanto accurate possano essere le lavorazioni, piccolissimi errori geometrici sono praticamente inevitabili e che (i loro effetti possono sommarsi) il verificarsi di una certa spinta laterale della biella risulta pressoché inevitabile. È quindi necessario guidare assialmente la biella; per moltissimi anni i compiti di guida sono stati affidati agli spallamenti posti ai due lati dell'asse di accoppiamento (ovvero alle superfici dei volantini rivolte verso l'interno, in corrispondenza del perno di biella). È questa la soluzione "classica" (biella guidata "in basso") che anche oggi viene adottata molto diffusamente nei motori a due tempi e quasi universalmente in quelli a quattro tempi. Quando si adotta questa soluzione, il gioco assiale della testa di biella è in genere superiore a 0,2 mm; le superfici laterali della testa di biella (e quindi gli spallamenti dell'albero) devono essere adeguatamente lubrificate, cosa non sempre facile da ottenere, nei motori a due tempi. Spesso si impiegano delle rondelle (una per ciascun lato della testa di biella) in acciaio ramato o in bronzo per ridurre gli effetti dello strisciamento. Nonostante questo nei 2T molto veloci si possono egualmente avere problemi di lubrificazione dovuti principalmente alla alta velocità di strisciamento tra rondelle e spallamenti, in presenza di ridottissime quantità di olio. E per questo motivo che in svariati casi si preferisce guidare la biella "in alto" (in tal caso è il piede di biella ad essere vincolato assialmente tra le portate deI pistone). Adottando questo altro tipo di guida si ha un attrito minore, con condizioni di lavoro migliori. Il piede di biella ruota solo per un limitato arco di cerchio e con una velocità non molto elevata, mentre il cuscinetto della testa di biella gode di una lubrificazione migliore dato che il gioco assiale è maggiore e che non si verificano spinte laterali in basso. Quando la biella è guidata superiormente vengono talvolta impiegate due rondelle, di norma in acciaio cementato, ai due lati del piede di biella. Nei due tempi è opportuno prendere in considerazione unitamente la lubrificazione ed il raffreddamento del cuscinetto di biella dato che entrambi fondamentalmente dipendono dalla quantità di miscela aria/benzina/olio che raggiunge il cuscinetto stesso ad ogni ciclo di funzionamento del motore. Secondo la Torrington la quantità di olio che serve a lubrificare il cuscinetto risulta addirittura inferiore a quella necessaria per raffreddarlo. Inoltre i cedimenti ed i grippaggi in cui possono incappare tali cuscinetti dipendono più da surriscaldamento che da scarsa lubrificazione. Per consentire un adeguato passaggio di olio nel cuscinetto, di norma nella testa della biella vengono praticate due aperture (ottenute mediante fresatura), ciascuna delle quali ha in genere una lunghezza superiore a 5 mm (e una larghezza pari a 0,2 volte quella della testa di biella). Inoltre, quando la biella è guidata in basso, si praticano alcune tacche sulle superfici laterali della testa della biella stessa; tipica è la soluzione che prevede due tacche profonde al massimo 1,5 mm e larghe 0,5-0,8 volte il diametro del perno (prescrizioni INA).

 


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