Gli scarichi nel motore 4T

Nei motori motociclistici a quattro tempi le caratteristiche del sistema di scarico sono dì grande importanza dal punto di vista delle prestazioni, anche se la loro influenza è sicuramente minore rispetto a quella che hanno nei due tempi. In effetti la funzione di un moderno complessivo di scarico non è solo quella di consentire un'agevole espulsione dei gas combusti, ma anche quella di aiutare validamente la "respirazione" del motore. Per spiegare come nei quattro tempi accade questo, è necessario ricordare brevemente che cosa si verifica all'interno del cilindro. Verso il termine della fase di espansione allorché il pistone sta avvicinandosi al punto morto inferiore, ad un certo punto si apre la valvola di scarico e i gas, che hanno una pressione considerevole (dell'ordine anche di oltre 5 - 6 bar, nei motori moderni), si riversano nel condotto, cominciando ad uscire velocemente dal cilindro. La loro espulsione continua successivamente per l'azione di "pompaggio" esercitata dal pistone nel risalire verso il punto morto superiore (corsa dì scarico). Verso il termine di questa fase, prima ancora che il pistone abbia raggiunto il punto morto superiore (PMS) ed abbia invertito il suo moto, inizia ad aprirsi la valvola di aspirazione. Poiché la valvola di scarico si chiude un bel po' dopo il PMS, vi è un certo periodo durante il quale entrambe le valvole sono sollevate dalle loro sedi e lo scarico è "collegato" alla aspirazione tramite il cilindro (fase di "incrocio"). Il sistema di scarico deve non solo presentare la minima resistenza al passaggio dei gas. ma anche consentire lo sfruttamento dell'inerzia dei gas stessi e delle pulsazioni di pressione all'interno della massa gassosa. Quando si apre la valvola di aspirazione si sfrutta proprio l'azione "estrattrice" dei gas combusti per mettere in moto la colonna di gas freschi nel condotto "proveniente" dal carburatore. La carica fresca entra nel cilindro completando l'espulsione dei gas combusti (che però per forza di cose non è mai completa). Quando si apre la valvola di scarico. internamente al condotto si crea una vigorosa onda di pressione positiva che rapidamente percorre tutto il sistema di scarico per essere quindi riflessa. dopo averne raggiunto l'estremità, sotto forma di onda di pressione negativa. Se quest'onda riflessa arriva nella zona della valvola all'inizio della fase di incrocio. è evidente che agevolerà l'ingresso dei gas freschi nel cilindro facendo migliorare il rendimento volumetrico del motore. Le onde di pressione viaggiano lungo il sistema di scarico in entrambi i sensi perdendo energia ad ogni riflessione. Se un'onda positiva arriva al momento giusto ovverosia proprio quando la valvola sta per terminare la sua chiusura, può rivelarsi vantaggiosa come effetti. "ricacciando" nel cilindro una parte dei gas freschi che, seguendo quelli combusti. era entrata nel condotto di scarico (questo avviene prevalentemente nei motori dotati di camme con fasatura assai spinta, ovverosia con "incroci" molto prolungati). Purtroppo solo in un campo di regimi molto ristretto l'effetto delle pulsazioni dì pressione che si hanno con un determinato sistema di scarico si rivela vantaggioso per la respirazione del motore. Ad alte velocità di rotazione le onde arrivano nei momenti sbagliati e quindi hanno un effetto negativo (così si spiegano le curve di erogazione che presentano, oltre a quello principale, anche altri "picchi" secondari). Nei motori monocilindrici, che una volta venivano impiegati diffusamente sulle moto da velocità, la parte terminale del tubo di scarico (non c'erano limiti fonometrici allora!) era quasi sempre conformata a megafono. Dotandola di una conicità divergente infatti è possibile aumentare la durata della pulsazione di pressione (che però diventa meno vigorosa) e quindi si può allargare il campo di regimi nel quale il sistema di scarico risulta "accordato". Da molti anni a questa parte per i motori policilindrici si sono affermati sistemi di scarico che invece di tubi individuali sono costituiti da tubi iniziali singoli che vanno ad unirsi in modo da confluire in un tubo unico (o in un tubo per ogni lato della moto) di sezione decisamente maggiore. I più noti sono i sistemi quattro-in-uno e quattro-in-due-in-uno impiegati nei motori quadricilindrici in linea. Essi oltre a ovvi vantaggi in termini di ingombro e di peso, consentono di ottenere eccellenti prestazioni "accordando" opportunamente i vari parametri (diametro e lunghezza, sia dei tubi singoli che del tubo terminale, etc...). In questi sistemi gli scarichi dei vari cilindri interagiscono positivamente tra di loro. Questo è ditale importanza che talvolta i tecnici realizzano il motore proprio in modo da consentire l'ottenimento della migliore accordatura degli scarichi provenienti dai vari cilindri (è questo il caso, tanto per fare un esempio, degli otto cilindri a V impiegati sulle autovetture da competizione, nei quali si ricorre ad un albero a gomiti con manovelle disposte diversamente da quelle dei motori di eguale architettura prodotti in serie!). Lo studio e la realizzazione dei sistemi di scarico per motori di elevate prestazioni non è cosa semplice; molto importante, nonostante il fatto che oggi si ricorra ampiamente all'uso del computer, rimane la messa a punto finale al banco prova. I parametri da tenere in considerazione in fase di progetto sono svariati; tanto per fare un esempio il diametro del tubo è critico in quanto se troppo ridotto determina una sensibile resistenza al passaggio dei gas, mentre se è troppo grande causa una eccessiva diminuzione delle velocità dei gas stessi. Per ottenere curve di erogazione "piene" per ampi campi di regimi senza sacrificare praticamente nulla in termini di potenza massima sono dì recente stati messi a punto sistemi di scarico con risuonatori incorporati (come alcuni quattro-in-uno della Yoshimura) oppure con geometrie variabili, come la Yamaha "Ex-Up".


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