Adria
Il giro col 250

 

RAPPORTI CONSIGLIATI:
Corona:42/43
Pignone:14

La pista misura una lunghezza di 2700 metri, quindi un circuito medio lento pieno di curve “sinistrorse” da seconda e terza marcia con un rettilineo di 700metri.
Gli spazi di fuga, in caso di scivolata sono ampi e sicuri anche se in 3 curve sono rappresentati da un prolungamento della pista in asfalto, quindi niente ghiaia o terra a frenare la caduta.
Delle sette  curve che compongono il tracciato solo 2  sono “destrose” mentre  4 piegano a sinistra intervallate da 4 rettilinei in cui si possono scaricare almeno 3 marce e una chicane. Parere comune, e guardando anche la durata media di un treno di gomme l’asfalto di adria e particolarmente abrasivo, quindi grip ottimo. Adria e una pista che richiede grandi staccate poiché tutte le curve sono abbastanza lente e precedute da rettilinei quindi e importante avere un impianto frenante in ottimo stato e magari più coriaceo dell’originale.
Entriamo finalmente in pista, il rettilineo dei box immette direttamente quasi alla fine del rettifilo principale quindi occhio a chi arriva a velocità prossime ai 240 all’ora, finito il giro di riscaldamento ci troveremo ad affrontare il rettilineo principale  arrivando a scaricare completamente la quinta che tireremo leggermente evitando una cambiata e quindi anche una scalata inutile. Stacchiamo abbastanza duramente passati i 100 metri. Scaliamo velocemente fino in seconda, questa curva lascia possibilità di interpretazione molto ampie, ritardare l’inserimento per poter  chiudere la curva il più presto possibile e una buona  scelta, arrivando a  mettere la terza ancora piegati ma ormai in piena accelerazione poiché l’uscita allarga molto, la velocità di percorrenza e prossima ai 90km/h.
Altro rettilineo che ci permette di scaricare fino alla quinta marcia, stacchiamo poco prima del cartello dei 100 metri con la moto leggermente inclinata a destra in quanto la carreggiata segue una leggera curvatura destrosa. Scaliamo altre 3 marce  ed entriamo subito sul cordolo interno  aprendo il gas il più presto possibile per sfruttare l’ampio raggio di curvatura, finita la seconda infiliamo la terza e qui si sente il bisogno di avere il cambio rovesciato in quanto siamo ancora abbastanza inclinati, sempre in carena e piegati  cerchiamo di chiudere velocemente la curva, che cosi ampia  come si era rivelata tende a chiudere in modo un pò secco in confronto alla velocità che abbiamo acquistato. La velocità di percorrenza e di 70/80km circa. Appena fuori leggera flessione a destra  e altro piccolo rettilineo che ci permette di tirare anche la quarta. Stacchiamo passati i 100 metri e scaliamo di nuovo in seconda marcia per affrontare la curva più lenta del tracciato da fare sui 60km/h con una linea unica, tonda e regolare, passare sul cordolo interno e aprire subito uscendo a filo del cordolo esterno. Potremo notare una leggera impennata dell’avantreno all’entrata in coppia del motore. Altro rettilineo da 5 marcia che ci porta all’unica chicane  del tracciato. Stacchiamo con la moto leggermente inclinata a destra e scaliamo 2 marce, subito passiamo sul cordolo interno cercando di tagliare il più possibile per perdere meno decimi preziosi. Nemmeno il tempo di respirare per poi ributtare pesantemente la moto a sinistra per affrontare una semicurva che invita ad aprire il gas  completamente se non fosse che una volta usciti dobbiamo restare in traiettoria per affrontare la curva seguente. Una leggera e recente buca esattamente in traiettoria rovina l’ottima confidenza garantita dal manto di asfalto rifatto da poco. Possiamo tirare la terza al limitatore per affrontare una delle curve più belle del tracciato. Peliamo il gas senza toccare i freni e  in terza piena  pieghiamo a sinistra  passando con il ginocchio sul cordolo interno per poi immediatamente riaprire tutto il gas fiondandoci fuori dalla curva a una velocita prossima ai 130 all’ora. Questa curva e molto vantaggiosa per le 2tempi in quanto da affrontare in pieno e in velocità. Non e raro trovarsi ostacolati da maxisportive goffe e impacciate, unico neo, richiede un pò di confidenza in quanto in entrata di curva la visuale e completamente coperta da una barriera, quindi si impara a farla un pò più veloce a ogni giro per poi diventarne schiavi. Una volta usciti scanniamo la quarta marcia, stacchiamo violentemente con la moto leggermente inclinata a destra per affrontare un emozionante ferro di cavallo a sinistra molto ampio da fare in terza marcia a velocità di circa 90km\h. Se l’entrata e la percorrenza del primo tratto possono farci pensare che forse era meglio la seconda  ci ripenseremo quando in uscita avremo già tirato tutta la terza senza aver avuto bisogno di raddrizzare per inserire la marcia. Linea unica e semplice, si entra stretti sul cordolo interno per poi allargarsi a centro curva e riprendere immediatamente la corda in uscita. Piccolo rettilineo in cui appoggeremo la quarta marcia per pochissimo. Di nuovo seconda, staccata decisiva. Giù la moto a destra a circa 85km\h tutti interni per poi subito raddrizzare e cercare la massima accelerazione sfruttando l’allargamento in uscita.
Leggera flessione a sinistra per rituffarsi nel rettilineo principale pronti a tagliare il traguardo intorno a 1 e 27..per i manici.
 


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