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La pista misura una lunghezza di 2700
metri, quindi un circuito medio lento pieno di curve “sinistrorse” da
seconda e terza marcia con un rettilineo di 700metri.
Gli spazi di fuga, in caso di scivolata sono ampi e sicuri anche se in 3
curve sono rappresentati da un prolungamento della pista in asfalto,
quindi niente ghiaia o terra a frenare la caduta.
Delle sette curve che compongono il tracciato solo 2 sono “destrose”
mentre 4 piegano a sinistra intervallate da 4 rettilinei in cui si
possono scaricare almeno 3 marce e una chicane. Parere comune, e guardando
anche la durata media di un treno di gomme l’asfalto di adria e
particolarmente abrasivo, quindi grip ottimo. Adria e una pista che
richiede grandi staccate poiché tutte le curve sono abbastanza lente e
precedute da rettilinei quindi e importante avere un impianto frenante in
ottimo stato e magari più coriaceo dell’originale.
Entriamo finalmente in pista, il rettilineo dei box immette direttamente
quasi alla fine del rettifilo principale quindi occhio a chi arriva a
velocità prossime ai 240 all’ora, finito il giro di riscaldamento ci
troveremo ad affrontare il rettilineo principale arrivando a scaricare
completamente la quinta che tireremo leggermente evitando una cambiata e
quindi anche una scalata inutile. Stacchiamo abbastanza duramente passati
i 100 metri. Scaliamo velocemente fino in seconda, questa curva lascia
possibilità di interpretazione molto ampie, ritardare l’inserimento per
poter chiudere la curva il più presto possibile e una buona scelta,
arrivando a mettere la terza ancora piegati ma ormai in piena
accelerazione poiché l’uscita allarga molto, la velocità di percorrenza e
prossima ai 90km/h.
Altro rettilineo che ci permette di scaricare fino alla quinta marcia,
stacchiamo poco prima del cartello dei 100 metri con la moto leggermente
inclinata a destra in quanto la carreggiata segue una leggera curvatura
destrosa. Scaliamo altre 3 marce ed entriamo subito sul cordolo interno
aprendo il gas il più presto possibile per sfruttare l’ampio raggio di
curvatura, finita la seconda infiliamo la terza e qui si sente il bisogno
di avere il cambio rovesciato in quanto siamo ancora abbastanza inclinati,
sempre in carena e piegati cerchiamo di chiudere velocemente la curva,
che cosi ampia come si era rivelata tende a chiudere in modo un pò secco
in confronto alla velocità che abbiamo acquistato. La velocità di
percorrenza e di 70/80km circa. Appena fuori leggera flessione a destra e
altro piccolo rettilineo che ci permette di tirare anche la quarta.
Stacchiamo passati i 100 metri e scaliamo di nuovo in seconda marcia per
affrontare la curva più lenta del tracciato da fare sui 60km/h con una
linea unica, tonda e regolare, passare sul cordolo interno e aprire subito
uscendo a filo del cordolo esterno. Potremo notare una leggera impennata
dell’avantreno all’entrata in coppia del motore. Altro rettilineo da 5
marcia che ci porta all’unica chicane del tracciato. Stacchiamo con la
moto leggermente inclinata a destra e scaliamo 2 marce, subito passiamo
sul cordolo interno cercando di tagliare il più possibile per perdere meno
decimi preziosi. Nemmeno il tempo di respirare per poi ributtare
pesantemente la moto a sinistra per affrontare una semicurva che invita ad
aprire il gas completamente se non fosse che una volta usciti dobbiamo
restare in traiettoria per affrontare la curva seguente. Una leggera e
recente buca esattamente in traiettoria rovina l’ottima confidenza
garantita dal manto di asfalto rifatto da poco. Possiamo tirare la terza
al limitatore per affrontare una delle curve più belle del tracciato.
Peliamo il gas senza toccare i freni e in terza piena pieghiamo a
sinistra passando con il ginocchio sul cordolo interno per poi
immediatamente riaprire tutto il gas fiondandoci fuori dalla curva a una
velocita prossima ai 130 all’ora. Questa curva e molto vantaggiosa per le
2tempi in quanto da affrontare in pieno e in velocità. Non e raro trovarsi
ostacolati da maxisportive goffe e impacciate, unico neo, richiede un pò
di confidenza in quanto in entrata di curva la visuale e completamente
coperta da una barriera, quindi si impara a farla un pò più veloce a ogni
giro per poi diventarne schiavi. Una volta usciti scanniamo la quarta
marcia, stacchiamo violentemente con la moto leggermente inclinata a
destra per affrontare un emozionante ferro di cavallo a sinistra molto
ampio da fare in terza marcia a velocità di circa 90km\h. Se l’entrata e
la percorrenza del primo tratto possono farci pensare che forse era meglio
la seconda ci ripenseremo quando in uscita avremo già tirato tutta la
terza senza aver avuto bisogno di raddrizzare per inserire la marcia.
Linea unica e semplice, si entra stretti sul cordolo interno per poi
allargarsi a centro curva e riprendere immediatamente la corda in uscita.
Piccolo rettilineo in cui appoggeremo la quarta marcia per pochissimo. Di
nuovo seconda, staccata decisiva. Giù la moto a destra a circa 85km\h
tutti interni per poi subito raddrizzare e cercare la massima
accelerazione sfruttando l’allargamento in uscita.
Leggera
flessione a sinistra per rituffarsi nel rettilineo principale pronti a
tagliare il traguardo intorno a 1 e 27..per i manici.
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