Aprilia Rs250

La Aprilia Rs250 è una moto nata per correre  e dare il meglio di se tra i cordoli delle piste.
Tralasciando quindi il fatto che avete una moto capace di far impensierire molte “jap” su percorsi tortuosi grazie a un peso contenuto, un’agilità da 125  e un motore  esplosivo, che aspettate quindi a scendere  in pista  per scoprire che la vostra rs250 è molto più corsaiola di quando la usate  nelle uscite domenicale  in montagna?
Spesso fino a che non viene portata al limite  in circuito, le doti che hanno fatto della rs250 una moto  amata e temuta, non vengono fuori del tutto.
La pista è un’esperienza  grazie alla quale il motociclista acquisisce una pratica di guida  che cambierà anche il modo in cui circola su strada. Si scoprono i limiti propri e della moto che non si pensavano esistere. Si impara ad avere una padronanza della moto maggiore tutto a vantaggio anche della sicurezza.
 

Costi

La pista e vista da molti come una pratica dispendiosa e difficilmente  abbordabile senza un portafoglio a fisarmonica ma non e  cosi. Se avete la moto e l’abbigliamento completo, cioè tuta guanti  e stivali non vi resta che verificare a quale distanza e la pista più vicina a voi. Se la distanza e’ ragionevole e non disponete di un furgone  o un carrello potete andare anche in moto magari con  un paio di leve e di staffe  nello zaino per precauzione in caso di scivolata. I motoclub che organizzano prove libere con i vari autodromi sono molti, basta dare un’occhiata ai giornali specializzati o a qualche sito internet a tema  per trovare giornate sia intere che a metà, oppure solamente qualche turno libero della durata mediamente di 20 minuti. I costi variano a seconda della pista che scegliete, le più lunghe e importanti  come il mugello, monza o misano chiedono dai 40 ai 45 euro per 20 minuti di adrenalina. Se volete piste più adatte alle grintose 2 tempi potete scegliere adria, varano, magione, lombardore, vallelunga, con costi  sicuramente più abbordabili che vanno dai 16 euro per lombardore, 20 a vallelunga, 28 a varano, 35 per magione e i 40 per adria.
Quindi non sono proprio costi proibitivi e volendo abbiamo la possibilità di estendere il divertimento a mezza giornata  cioè 4 ore a pista libera, se invece vogliamo spendere una giornata intera all’insegna del divertimento e delle guida al limite  il costo arriva anche a 240 euro per il mugello e 150 per gli autodromi meno grandi, considerando però che avremmo a disposizione 8 ore per sfogare tutta la voglia di velocità che abbiamo.
E’ conveniente affittare una giornata intera, piste come misano offrono anche alternative interessanti a chi ritiene 20 minuti pochi e 4 ore troppe, volete girare quanto vi va pagando  solo quello che  effettivamente girate? Misano organizza giornate  a pista libera senza prenotazione in cui grazie all’uso di un trasponder pagherete solamente il tempo in cui  sarete dentro la pista a costi contenuti. Si parla di 105 euro per un’ora, ma se girate di più spenderete di meno, l’unico inconveniente e che potrete trovare fila ai cancelli e dunque aspettare il vostro turno anche per una mezz’oretta.
Oltre i costi dei giri di pista in cui ci cimenteremo dobbiamo considerare, svariate decine di litri di benzina richiesti dalla rs250 che  tra i cordoli se impegnata a fondo si rivela molto assetata, arrivando a scendere anche a 8km al litro, consumi maggiori addirittura delle 1000 ufficiali endurance, l’olio non serve che ve lo ricordi deve essere di ottima qualità e totalmente sintetico dal costo medio  di 15 euro al litro. Se tiriamo una somma  dunque per una giornata intera a misano  o al mugello arriveremo a spendere senza contare le gomme che durano più uscite oltre 350 euro comprensivi di spostamenti mangiare e consumi vari. Il costo cala di meno di 100 euro negli autodromi meno grandi che sono comunque in grado di  offrire servizi adeguati e di buona qualità.
Ovviamente i costi che vi ho detto sono indicativi, quindi per conoscere quelli precisi informatevi direttamente presso l’autodromo o i motoclub organizzatori di prove libere.


Preparazione della moto

La pista e’ una cosa seria, non e il giretto domenicale sul nostro passo preferito quindi è importante scendere in circuito con un buon mezzo, poi se la vostra pelle non vi sta particolarmente cara, potete anche far durare le gomme  ormai alle tele  e con più crepe del gran canyon.
La prima cosa da fare è  montare un treno di coperture sicuramente più performanti delle orignali, Pirelli supercorsa, Michelin pilot race o Dunlop 208gp sono  gomme studiate per la pista quindi rappresentano un prodotto perfetto.
Dopo di che dobbiamo interrogarci brevemente su cosa andiamo a fare in pista.
Se cerchiamo semplicemente di divertirci e  sfogare un po’ di adrenalina repressa non serve vendere la dentiera della nonna per  forcelle preparate, motori elaborati o  mono superegolabili.
Se abbiamo qualche fondo in più da investire montiamo i tubi in treccia metallica  e un paio di scarichi race a scelta tra marche come jolly, arrow, dlr ecc.
Se abbiamo ancora soldi  possiamo montare in ordine di importanza delle carene in vetroresina verniciate a bomboletta  senza dover vendere l’arto artificiale del nonno per colorazioni race replica o pezzi in carbonio.
Se siamo intenzionati ad andare avanti possiamo montare delle pastiglie sinterizzate con mescola da pista e un ammortizzatore di sterzo per domare certe sbacchettate di nervosismo che la rs250 alle volte regala.
A questo punto la moto e già in configurazione ottimale e solo per chi la usa solamente in pista il più delle volte vengono montate anche pedane  arretrate, telaietti anteriori e posteriori in alluminio, pistoni monofascia, lavorazioni ai cilindri, mono e forcelle con molle e pompanti sostituiti, pompa freno radiale, semimanubri alleggeriti, gas rapido ecc


La Guida in Pista

Quando saremo finalmente entrati in pista con la Rs250 capiremo quanto può dare veramente questa moto. Il motore ha un’erogazione appuntita e come tutte le 2 tempi non rende se tenuto al di sotto della coppia, quindi il regime di rotazione non deve mai scendere sotto gli 8000giri, pena  manciate di secondi perse in uscita di curva. La coppia massima sulla Rs250(3,98 kgm) viene erogata allo stesso regime di rotazione a cui si ottiene anche la  potenza massima(61 cavalli), cioè 11000giri circa con una possibilità di allungo di ancora 1500 giri oltre i quali la spinta viene tagliata dalla centralina.
Appena si entra  in curva si nota  subito la precisione  con cui la moto tiene la linea impostata, gli ingressi sono fulminei e non è raro trovarsi qualche volta sul cordolo interno più di quello che volevamo, tanto e rapida nel chiudere la curva. Nei cambi di direzione la maneggevolezza è notevole  e la moto risulta stabile trasmettendo fiducia, condizioni  ideali per forzare il ritmo senza timori. Il merito di tanta maneggevolezza oltre a un peso contenuto va anche a quote ciclistiche molto compatte.
Il mono di serie è un ottimo prodotto e viene impiegato anche nei trofei e nei campionati sp, quindi non e indispensabile la sua sostituzione.
La forcella con le tarature di serie è un pò morbida e tende ad affondare molto nel primo tratto di escursione, anche se  è un difetto ormai noto sulla rs250, per poi contrastare efficacemente la staccata assassina che abbiamo imposto.
Il doppio disco anteriore morso dalle pinze brembo a 4 pistoncini impone una staccata violenta ma la moto non si scompone, se insistiamo pero il retrotreno può manifestare qualche oscillazione e un pò di sbandieramento senza comunque preoccupare molto, la leva ha bisogno di essere strizzata bene e si rivela molto efficace anche se non merita certo l’oscar per la modulabilità.
Il comando del freno posteriore è un pò spugnoso ed efficace solo se portato a fine corsa, ma fortunatamente in pista e usato poco, per stabilizzare il retrotreno nelle staccate più spinte e per correggere la traiettoria a centro curva.
Gli inserimenti sono semplicemente fulminei, in curve come la misano 1 basta scalare una marcia e pelare i freni mentre si e già con la moto sdraiata sul cordolo interno a velocità  prossime ai 150 all’ora. Buona stabilita sul veloce, alla curva del carro si entra in seconda marcia  e si infilano le altre 4  nelle 3 semicurve che la compongono a moto inclinata  dovendo solamente tenere sotto controllo le solite oscillazioni di sterzo a ogni cambiata che rendono il tutto ancora più adrenalinico, prima della semicurva finale siamo gia a 220 segnati, non resta che cercare di chiudere  la traiettoria il più velocemente possibile  salendo sul cordolo  esterno e tirare in fuorigiri  i 60 cavalli fino a vedere 230 segnati prima del tramonto, ma per misano e meglio allungare la rapportatura per non trovarsi impiccati a metà rettilineo.
Ci si può lanciare in curva a fiato trattenuto  guadagnando decimi a volontà rispetto alle pesanti 4 tempi, mantenere una velocità di percorrenza elevata e quando ancora siamo inclinatissimi  aprire il gas senza quel timore reverenziale che bisogna avere con le maxi e le medie, la spinta all’apertura delle valvole che avviene in modo graduale  ci porta fuori dalla curva quando ancora gli altri parzializzano il gas per non mettersi la moto per cappello, e solo ora si sente il bisogno di un ammortizzatore di sterzo specialmente nelle curve lente da seconda e terza marcia dove il “calcio nel culo” della rs250 innesca oscillazioni dello sterzo e sbacchettamenti  divertenti ma non sempre ben controllabili, uniti montando rapporti più corti a una leggera impennata.
Per non perdere decimi preziosi e buona regola in molte curve  da seconda marcia da fare sottocoppia sfrizionare, portando il motore su di giri per sfruttare la coppia disponibile ed accelerare l’uscita di curva.
Una guida di tutto corpo quindi per far viaggiare come una saetta la Rs250. Se vogliamo forzare una piega per renderci veramente conto di quanto sia valido il bellissimo telaio in alluminio possiamo insistere e inclinare sempre di più, dopo il ginocchio toccheremo le pedane che vanno quindi tagliate per non strisciare eccessivamente, dopodiché gratteremo anche la carena, leggermente l’espansione sinistra e il cavalletto, che va  assolutamente tolto quando si entra in circuito per non rischiare scivolate inutili. A questo punto se abbiamo esternato leggermente il gomito troveremo un buco nella tuta e ci sentiremo ampiamente soddisfatti. IL rettilineo scorre via veloce, e anche se le 4tempi ci sverniceranno il suono acutissimo e metallico del 2 tempi ci ripagherà del gap di potenza.
Per non perdere ulteriori decimi possiamo evitare di usare la frizione nell’inserire le marce. Basterà pelare leggermente il gas quando si intende cambiare togliendo carico dagli ingranaggi del cambio e infilare molto velocemente la marcia riaprendo il gas, questo processo velocizza la cambiata e non rovina il cambio come molti potrebbero pensare.
Al contrario in scalata  la frizione va usata sia per modulare il ritorno del motore sia per non devastare gli ingranaggi, peccato che non sia disponibile un dispositivo di cambiata  rapido per la bicilindrica 2 tempi, quando ormai e pronto un modello per le rs125.
Pratica anche molto usata e la “doppietta” in scalata per adeguare il regime del motore alla marcia piu’ corta inserita, una volta imparata viene istintivo usarla anche in strada.
Molto prima di quello che pensavamo dovremo infilare la riserva al volo per evitare che la moto ci lasci a piedi  In mezzo alla curva, e pochi giri dopo uscire per fare un pieno.
Anche dopo molti km tirati in pista il fisico non risente più di tanto della fatica, perché  la rs250 è facile da condurre e non particolarmente impegnativa fisicamente, anche se i polsi risentono un pò della posizione  molto caricata dopo 150, 200km di pista.


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