Fuori dai cancelli delle piste la Rs250 si rivela un’ottima moto per un uso normale...oddio non cosi perfetta come in circuito ma se ne può fare un uso regolare di cui non deluderà di certo le nostre aspettative.
Bisogna però anche distinguere che genere di uso intendete farne…ottima arma da svernicio sui tornanti montani e sui misti tutte curve…invece digerisce poco lunghe trasferte autostradali e file nel traffico cittadino.
Anche perché siamo sinceri…avete preso una Rs250 per fare le gite al mare con la morosa o semplicemente per parcheggiarla davanti al bar…? Avete capito molto poco  allora …ma poco veramente.
Certamente non comoda come il divano di casa vostra, anche se ospita di buon grado piloti di tagli varie, non troppo alta da terra fa stare comodi anche i meno alti, mentre la posizione è caricata sui polsi come su ogni sportiva che sia tale, ma certo gli appassionati non faranno caso a questi dettagli secondari.
I semimanubri sono aperti  il giusto senza esagerare, il serbatoio e stretto come una 125  e la sella dura  e larga facilita gli spostamenti del pilota, nemmeno le pedane risultano troppo alte. Tutto sommato non ci si può certo lamentare.
Una volta avviata, non senza qualche difficoltà a freddo manifesta  nei primi secondi una certa fumosità allo scarico che farà impazzire le nonne del vicinato per poi normalizzarsi una volta calda. Nonostante sia nota la scarsità di coppia dei 2 tempi ai bassi regimi si può tenere un’andatura di rispetto senza forzare anche sotto i 7000 giri…come dire passeggiando proprio.
Alla partenza ci troveremo a bestemmiare contro un cambio non molto preciso negli innesti, una frizione che definire modulabile è già pura generosità, tanto che chi si avvicina le prime volta a questa moto o impara a sfrizionare, o la riavvia 3 volte per partire al semaforo.
Caratteristica evidente rimane la lunghezza  della prima marcia tanto che nel traffico o nell’entrare in garage avremo sempre la frizione in mano in un continuo attacca e stacca.

Una volta in movimento continueremo ad avere a che fare con il solito cambio sempre impreciso negli innesti anche rumorosi nell’inserimento e che può, a volte rifiutare la marcia, nulla di grave il tutto fa parte del carattere dell’aprilietta di noale e se  in pista abbiamo trovato tanti aspetti entusiasmanti è ovvio che qualche difettuccio ci deve pur essere, e ne possiamo avere conferma ogni qual volta…cioè sempre troppo presto di quanto volevamo dovremmo fermarci dal benzinaio, il solito che ci accoglierà con un sorriso a 42 denti. Un pieno ogni 160km con un consumo medio di 11km al litro sono dati che potrebbero far pensare a un 2000 automobilistico invece…possiamo migliorare l’autonomia fino a 13km al litro mentre in pista  il valore scende a uno sconsolante 8km.
Altro tasto dolente sono i consumi di olio, con un chilo si può coprire distanze di 700\900km e comunque  sempre in relazione a come è tarata la pompa, la carburazione ,e a quanto girate il polso. Parte del preziosissimo olio totalmente sintetico che compriamo a prezzi da infarto lo vedremo irrimediabilmente sputato dai collettori di scarico e parte andrà a  finire sulle valvole ,quindi come si dice oltre alla spesa anche la beffa. Infatti a scadenze chilometriche sarebbe buona regola svitare i coperchi valvole e ripulire l’olio in eccesso per salvaguardare la vita dei preziosissimi pezzi(166 euro l’una). Quindi andate a vedere come si puliscono nella sezione manutenzione Pulizia valvole di scarico.
Se la ciclistica e le sospensioni in pista si erano rivelate efficienti non possono essere altrimenti anche quando l’unico tempo che cerchiamo in sella e un pomeriggio soleggiato. La forcella cedevole nel primo tratto di escursione copia le buche e le asperità molto bene  anche se il mono rimane un pò rigido e reattivo.

 


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