Misano
Il giro col 250



 RAPPORTI CONSIGLIATI:
Corona:41/42
Pignone:14

La pista di misano misura 4km circa e alterna tratti veloci con curve e varianti lente. Arrivarci e semplice, la struttura e bellissima e funzionale con un grandissimo piazzale capace di ospitare centinaia di auto e moto e una terrazza panoramica ricavata sull’edificio principale da cui si gode un’ottima visibilità del circuito e si vede persino il mare. Peccato per i servizi igienici, un po’ carenti e malposizionati. Le docce sono un miraggio nelle caldi giornate d’estate mentre un piccolo bar sempre intasato rifornisce a prezzi non proprio onesti i poveri motociclisti assetati e affamati.
Di recente costruzione proprio a fianco dell’autodromo c’è un fantastico edificio che funge da albergo ristorante con tanto di piscina visibile dai  paddock, infatti in estate decine di motociclisti intutati si fermano sbavanti davanti alla cancellata ad ammirare tale meraviglia. Ovviamente il tutto se nel portafoglio abbiamo cifre da almeno tre zeri. Dopo aver finalmente fatto 2 code diverse per ritirare il  transponder o l’eventuale prenotazione fatta  finalmente entriamo in pista. La corsia box ci immette direttamente alla fine del rettilineo di arrivo quindi attenzione ai missili sparati a 250km\h che arrivano.

Effettuato il giro di riscaldamento possiamo finalmente forzare il ritmo, ci troviamo in rettilineo a scaricare la sesta
marcia per pochissimo fino ai 190 circa e vediamo gia in lontananza la misano 1 che ci aspetta. E’ una curva abbastanza veloce da affrontare  intorno ai 130\140km\h quindi la staccata non e delle più violente in quanto  la decelerazione e di 50 \60 km\h. Dentro la terza, o quarta a seconda dei rapporti o dello stile di guida e  indirizziamo la moto velocemente a destra passando sul cordolo interno velocissimi a fiato trattenuto in terza piena. La piega non e privilegiata molto perché è importante uscire subito dalla curva veloci per affrontare il piccolo rettilineo che ci porta al carro, a mio parere la curva più emozionante che molti autodromi possono offrire. Mettiamo la quarta e la quinta per arrivarci con una leggera flessione a destra per affrontare una staccata esaltante verso il cartello dei 100 metri. Scaliamo fino in seconda stando in mezzo alla carreggiata, entriamo subito vicinissimi al cordolo stringendo molto perché  possiamo sfruttare l’ampia uscita per perdere meno tempo possibile e far correre la moto più che possiamo. Raddrizziamo subito, dentro la terza  pronti per affrontare una serie di 3 semicurve uniche che ci lasceranno senza fiato per una decina di secondi. Nell’inserire le marce con la moto inclinata potremo avere dei bellissimi e molto coreografici ondeggiamenti dello sterzo, non pericolosi e facilmente controllabili ma che donano sensazioni forti.
La prima semicurva del carro non ci preoccupa molto perché  stiamo tirando la terza e la quarta a velocità non elevate ancora, leggera flessione e ce la lasciamo alle spalle. Quarta piena pronti per la seconda del carro intorno ai 170\180 km\h tutti in carena per essere più veloci e contrastare  la forza dell’aria incliniamo abbastanza facilmente per fiondarci fuori come fosse un unico rettilineo. Si intravede ancora una curva che si avvicina prestissimo, scanniano la quinta e dentro subito la sesta abbastanza velocemente per vedere 210 di tachimetro prima di affrontare la terza del carro che è la semicurva che chiude più delle altre e immette nel rettilineo vero e proprio di misano dove si vedono le velocità di punta maggiori.
E tutta adrenalina quella che ci corre nelle vene mentre senza respirare  e carenati al massimo cerchiamo di contrastare la spinta dell’aria  per uscire stretti sul cordolo.
Sbagliare qui significa finire sull’erba a più di 200km\h il che non sarebbe piacevole ma e difficile sbagliare e possiamo chiudere in fretta la parentesi del carro per prepararci ad affrontare la staccata più violenta del tracciato che ci porterà in braccio al tramonto. Non ci resta che  assassinare la sesta in fuorigiri e leggere  gli esagerati 225 di tachimetro per arrivare sotto al tramonto da fare in terza. Staccata violenta in cui possiamo provare tutta la decelerazione  di cui e capace la rs250, infiliamo la terza ed entriamo stretti per affrontare un bellissimo ferro di cavallo che allarga in uscita quindi ancora seminclinati dentro la quarta raddrizzando gradualmente e via verso la quercia. Leggera flessione a destra per raccordarci con il piccolo rettilineo in cui Riusciamo a  spolpare anche la quinta  per poi staccare presto e scalare fino in seconda per chi monta una corona da 41 denti. Ritardare un attimo l’inserimento e poi dentro veloci pelando il cordolo interno e dando gas  gia a meta curva per Perdere poco tempo usando l’uscita larga. Molte volte ci viene spontaneo chiederci se sono le curve che ci permettono di dare gas così presto e così inclinati o e questa mitica rs250?io credo sia la seconda....Molti piloti non gradiscono l’evidente contropendenza della quercia ritenuta una curva insidiosa. Portiamo la leva del cambio fino alla quarta che usiamo a meta...spreconi......e seconda di nuovo abbinata a una staccata  decisa ma non eccessivamente violenta per tuffarci nella bellissima variante arena, un destra sinistra con i controcazzi. Dentro subito a destra raddrizziamo istantaneamente a sinistra in un lampo e siamo gia con il gas girato da meta variante mentre ci prepariamo ad aggredire la penultima curva del tracciato,un bellissimo ferro di cavallo denominato curva del rio. Piccolo rettilineo e leggera flessione a destra mentre abbiamo finito di massacrare anche la quarta . Giù fino alla seconda o la terza a dipende dai rapporti, io preferisco la terza.
Il rio lascia differenti possibilità di interpretazione, si può entrare stretti,allargarsi un pò a centro curva e chiudere di nuovo sul cordolo interno oppure ritardare l’ingresso per essere poi più veloci in percorrenza. Se vogliamo insistere con la piega qui si può tranquillamente provare l’ebrezza del gomito a terra.
Breve rettilineo dove possiamo inserire la quarta e finirla per staccare  praticamente sotto all’ultima variante, del parco, che e più stretta dell’arena.
Di nuovo seconda, passiamo come ormai e abitudine sul cordolo interno per raddrizzare subito e piegare a sinistra gia in accelerazione usando tutto il cordolo di uscita che immette nel rettilineo di arrivo pronti per staccare un 1 e 46...per i manici.
 


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