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La pista di misano misura 4km circa e
alterna tratti veloci con curve e varianti lente. Arrivarci e semplice, la
struttura e bellissima e funzionale con un grandissimo piazzale capace di
ospitare centinaia di auto e moto e una terrazza panoramica ricavata
sull’edificio principale da cui si gode un’ottima visibilità del circuito
e si vede persino il mare. Peccato per i servizi igienici, un po’ carenti
e malposizionati. Le docce sono un miraggio nelle caldi giornate d’estate
mentre un piccolo bar sempre intasato rifornisce a prezzi non proprio
onesti i poveri motociclisti assetati e affamati.
Di recente costruzione proprio a fianco dell’autodromo c’è un fantastico
edificio che funge da albergo ristorante con tanto di piscina visibile
dai paddock, infatti in estate decine di motociclisti intutati si fermano
sbavanti davanti alla cancellata ad ammirare tale meraviglia. Ovviamente
il tutto se nel portafoglio abbiamo cifre da almeno tre zeri. Dopo aver
finalmente fatto 2 code diverse per ritirare il transponder o l’eventuale
prenotazione fatta finalmente entriamo in pista. La corsia box ci immette
direttamente alla fine del rettilineo di arrivo quindi attenzione ai
missili sparati a 250km\h che arrivano.
Effettuato il giro di riscaldamento possiamo finalmente forzare il ritmo,
ci troviamo in rettilineo a scaricare la sesta marcia per pochissimo fino ai 190 circa
e vediamo gia in lontananza la misano 1 che ci aspetta. E’ una curva
abbastanza veloce da affrontare intorno ai 130\140km\h quindi la staccata
non e delle più violente in quanto la decelerazione e di 50 \60 km\h.
Dentro la terza, o quarta a seconda dei rapporti o dello stile di guida e
indirizziamo la moto velocemente a destra passando sul cordolo interno
velocissimi a fiato trattenuto in terza piena. La piega non e privilegiata
molto perché è importante uscire subito dalla curva veloci per affrontare
il piccolo rettilineo che ci porta al carro, a mio parere la curva più
emozionante che molti autodromi possono offrire. Mettiamo la quarta e la
quinta per arrivarci con una leggera flessione a destra per affrontare una
staccata esaltante verso il cartello dei 100 metri. Scaliamo fino in
seconda stando in mezzo alla carreggiata, entriamo subito vicinissimi al
cordolo stringendo molto perché possiamo sfruttare l’ampia uscita per
perdere meno tempo possibile e far correre la moto più che possiamo.
Raddrizziamo subito, dentro la terza pronti per affrontare una serie di 3
semicurve uniche che ci lasceranno senza fiato per una decina di secondi.
Nell’inserire le marce con la moto inclinata potremo avere dei bellissimi
e molto coreografici ondeggiamenti dello sterzo, non pericolosi e
facilmente controllabili ma che donano sensazioni forti.
La prima semicurva del carro non ci preoccupa molto perché stiamo tirando
la terza e la quarta a velocità non elevate ancora, leggera flessione e ce
la lasciamo alle spalle. Quarta piena pronti per la seconda del carro
intorno ai 170\180 km\h tutti in carena per essere più veloci e
contrastare la forza dell’aria incliniamo abbastanza facilmente per
fiondarci fuori come fosse un unico rettilineo. Si intravede ancora una
curva che si avvicina prestissimo, scanniano la quinta e dentro subito la
sesta abbastanza velocemente per vedere 210 di tachimetro prima di
affrontare la terza del carro che è la semicurva che chiude più delle
altre e immette nel rettilineo vero e proprio di misano dove si vedono le
velocità di punta maggiori.
E tutta adrenalina quella che ci corre nelle vene mentre senza respirare
e carenati al massimo cerchiamo di contrastare la spinta dell’aria per
uscire stretti sul cordolo.
Sbagliare qui significa finire sull’erba a più di 200km\h il che non
sarebbe piacevole ma e difficile sbagliare e possiamo chiudere in fretta
la parentesi del carro per prepararci ad affrontare la staccata più
violenta del tracciato che ci porterà in braccio al tramonto. Non ci resta
che assassinare la sesta in fuorigiri e leggere gli esagerati 225 di
tachimetro per arrivare sotto al tramonto da fare in terza. Staccata
violenta in cui possiamo provare tutta la decelerazione di cui e capace
la rs250, infiliamo la terza ed entriamo stretti per affrontare un
bellissimo ferro di cavallo che allarga in uscita quindi ancora
seminclinati dentro la quarta raddrizzando gradualmente e via verso la
quercia. Leggera flessione a destra per raccordarci con il piccolo
rettilineo in cui Riusciamo a spolpare anche la quinta per poi staccare
presto e scalare fino in seconda per chi monta una corona da 41 denti.
Ritardare un attimo l’inserimento e poi dentro veloci pelando il cordolo
interno e dando gas gia a meta curva per Perdere poco tempo usando
l’uscita larga. Molte volte ci viene spontaneo chiederci se sono le curve
che ci permettono di dare gas così presto e così inclinati o e questa
mitica rs250?io credo sia la seconda....Molti piloti non gradiscono
l’evidente contropendenza della quercia ritenuta una curva insidiosa.
Portiamo la leva del cambio fino alla quarta che usiamo a meta...spreconi......e
seconda di nuovo abbinata a una staccata decisa ma non eccessivamente
violenta per tuffarci nella bellissima variante arena, un destra sinistra
con i controcazzi. Dentro subito a destra raddrizziamo istantaneamente a
sinistra in un lampo e siamo gia con il gas girato da meta variante mentre
ci prepariamo ad aggredire la penultima curva del tracciato,un bellissimo
ferro di cavallo denominato curva del rio. Piccolo rettilineo e leggera
flessione a destra mentre abbiamo finito di massacrare anche la quarta .
Giù fino alla seconda o la terza a dipende dai rapporti, io preferisco la
terza.
Il rio lascia differenti possibilità di interpretazione, si può entrare
stretti,allargarsi un pò a centro curva e chiudere di nuovo sul cordolo
interno oppure ritardare l’ingresso per essere poi più veloci in
percorrenza. Se vogliamo insistere con la piega qui si può tranquillamente
provare l’ebrezza del gomito a terra.
Breve rettilineo dove possiamo inserire la quarta e finirla per staccare
praticamente sotto all’ultima variante, del parco, che e più stretta
dell’arena.
Di nuovo seconda, passiamo come ormai e abitudine sul cordolo interno per
raddrizzare subito e piegare a sinistra gia in accelerazione usando tutto
il cordolo di uscita che immette nel rettilineo di arrivo pronti per
staccare un 1 e 46...per i manici.
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