Entriamo nei paddock dopo aver attraversato un paesino e percorso una
strada cosi stretta che ci si chiede come faccia in occasione di grandi
eventi a sopportare il grande afflusso di traffico.
Intravediamo il tratto delle arrabbiate all’ingresso dei paddock e
l’entusiasmo sale a 1000, ma scende subito quando dobbiamo sborsare ben
5 euro a testa solo per poter entrare...anche se siamo piloti...ok..fa
lo stesso... visto che veniamo ripagati da un paddock immenso. I bagni
sono ben lontani da dove servirebbero e se vogliamo usufruire di quelli
dentro l’edificio dobbiamo recarci al secondo piano, disponibile anche
un bellissimo bar sempre che però non si sa come mai chiude sempre
prestissimo.
Il costo dei turni al mugello sono tra i più alti tra le piste d’italia,
per 20 minuti si spendono circa 50 euro...giustificati forse tutti dalla
pista mozzafiato e dalla qualità dei servizi come quello di soccorso e
dal qualificato personale.
Ci prepariamo ed entriamo.
La corsia box e lunga e immette un centinaio di metri dopo la linea de
traguardo quindi occhio a chi arriva a razzo. Finito il giro di
riscaldamento affrontiamo il rettilineo principale che misura bel
1chilometro e passa in sella alla rs 250 in sesta che avremo messo
ancora prima di tagliare il traguardo...da li sembra un aereoporto. In
leggera salita teniamo aperto il gas per lungo tempo sperando che il
motore non crolli leggeremo con rapporti obbligatoriamente allungati
quasi 225km orari, tagliamo il rettilineo da destra ci portiamo a
sinistra proprio in corrispondenza dell’uscita dei box e ci prepariamo
alla staccata più dura che ci immetterà nella curva san donato.
Al cartello dei 100 metri ci sembrerà di essere aspiranti suicidi
ma riusciremo a decellerare ugualmente e a portarci dalla sesta alla
seconda marcia. Stando stretti entriamo alla san donato senza calare mai
il gas e accelerando subito mettendo la terza in uscita. C’e da dire che
la san donato fatta con la rs 250 è un po’ ostica in quanto in scalata
nel mettere la seconda marcia avvertiremo che il motore tenderà a salire
troppo di giri...ma se proveremo a inserire la terza entreremo bene per
poi non venirne più fuori a meta curva..quindi facciamo finta di non
sentire il motore che ulula e buttiamoci dentro la seconda.
Abbiamo davanti a noi la
luco che affronteremo in terza. Sacrificheremo molto la luco per poter
entrare larghi nella poggio secco che segue immediatamente quindi
stacchiamo passati i 100 metri ed entriamo larghi nella prima...veloce
cambio di direzione e usciamo a cannone sul cordolo esterno pronti per
mettere la quarta e presentarci alla materassi\ borgo san lorenzo.
Simile alla luco ma leggermente più larga affronteremo la materassi in
terza marcia dopo avere staccato dopo i 100 metri. Ritardiamo un po’
l’ingresso per cambiare velocemente la piega e uscire velocissimi dalla
borgo san lorenzo sul cordolo esterno, inserendo la quarta e
preparandoci al tratto in assoluto più da cardiopalma del tracciato.

Di
nuovo terza e leggera carezza ai freni per buttarsi veloci dentro la
casanova, una destra da terza piena stando interni vicini al cordolo
interno. Cambio di direzione fulmineo per affrontare in quarta
l’imminente savelli una sinistra da 150 all’ora con uscita sul cordolo
esterno che ci lascerà l’aquolina in bocca e ci farà sobbalzare al
pensiero di ripresentarci li tra poco più di 2 minuti.
Siamo pronti in quarta piena e ben tirata al limitatore a infilarci in 2
curve che sono nella storia e nel cuore di molti motociclisti, le
arrabbiate. Ci portiamo a sinistra subito dopo la savelli per entrare ai
160 a destra stretti sul cordolo interno dentro l’arrabbiata 1 senza
calare mai il gas ma solo allegerendolo appena lo ridiamo pesantemente
nel breve tratto che separa le 2 arrabbiate che i veri manici percorrono
senza mai rialzare la moto. Sempre in quarta e a pieno gas affrontiamo
la arrabbiata 2 una curva a destra con uscita cieca difficilissima da
compiere bene, diamo pieno gas piegatissimi interni senza vedere dove
andremo e sarà solo a meta curva che vedremo spuntare il cordolo esterno
che si avvicina a noi inesorabile per poi passarci accanto come un
missile. Difficile descrivere cosa si prova se non lo si ha fatto,
rimane che sbagliare alle arrabbiate non e mai cosa felice vista l’alta
velocita.
Sempre in quarta affrontiamo un breve rettilineo che ci porta a staccare
dopo i 100 metri e infilarci stretti e velocissimi nella scarperia
chiudendo svelti e cambiando direzione buttandoci dentro la palagio da
cui usciremo sul cordolo esterno mettendo anche la quarta in vista del
correntaio. Stacchiamo passati i 100 metri infiliamo la terza e
piegando a destra affrontiamo un curvone che pare infinito su cui
possiamo sperimentare le pieghe piu assurde. La curva non finisce mai
viene voglia di dare gas sempre più presto ma non si può uscire larghi
come si vorrebbe bisogna restare in traiettoria al centro della
carreggiata per prepararsi ad affrontare le biondetti. Di quarta o
quinta a seconda dei rapporti ci buttiamo stretti e tagliando il più
possibile e piegando meno possibile nella biondetti 1 per poi cambiare
velocemente direzione e affrontare a gas aperto e in piena accelerazione
la biondetti 2 dalla quale usciremo sul cordolo esterno a velocità molto
elevata. Mettiamo un'altra marcia e ci prepariamo a staccare passati i
100 metri per affrontare la bucine altro curvone da piu di 180 gradi
stile correntaio a sinistra ma leggermente più veloce, scaliamo 2 marce
e ci portiamo in terza buttandoci in piega vicini al cordolo interno. La
carreggiata e talmente larga che disorienta un po’ e ci si interroga su
quali traiettorie e possibile fare. Anche qui piega infinita che non
finisce mai e dulcis in fundo il curvone volge verso il basso anche
abbastanza vistosamente. Molto ma molto prima di quanto gli occhi o il
cuore direbbero dobbiamo iniziare a dare piena manata al gas per
sfruttare l’allargamento mostruoso che si ributta sul rettilineo
principale e sfruttare cosi tutta la pista arrivando sul cordolo esterno
e mangiando altri decimi preziosi mettendo la quarta ancora in uscita di
curva, la quinta prima dell’uscita box e anche la sesta prima del
traguardo pronti a tagliare la bandiera a scacchi intorno al 2 e 09...per
i manici.