Mugello
Il giro col 250

RAPPORTI CONSIGLIATI:
Corona:42/43
Pignone:15

Entriamo  nei paddock dopo aver attraversato un paesino e percorso una strada cosi stretta che ci si chiede come faccia in occasione di grandi eventi a sopportare il grande afflusso di traffico.
Intravediamo il tratto delle arrabbiate all’ingresso dei paddock e l’entusiasmo sale a 1000, ma scende subito quando dobbiamo sborsare ben 5 euro a testa solo per poter entrare...anche se siamo piloti...ok..fa lo stesso... visto che veniamo ripagati da un paddock immenso. I bagni sono ben lontani da dove servirebbero e se vogliamo usufruire di quelli  dentro l’edificio  dobbiamo recarci al secondo piano, disponibile anche un bellissimo bar sempre che però non si sa come mai chiude sempre prestissimo.
Il costo dei turni al mugello sono tra i più alti tra le piste d’italia, per 20 minuti si spendono circa 50 euro...giustificati forse tutti dalla pista mozzafiato e dalla qualità dei servizi come quello di soccorso e dal qualificato personale.
Ci prepariamo ed entriamo.
La corsia box e lunga e immette un centinaio di metri dopo la linea de traguardo quindi occhio a chi arriva a razzo. Finito il giro di riscaldamento affrontiamo il rettilineo principale che misura bel 1chilometro e passa in sella alla rs 250 in sesta che avremo messo ancora prima di tagliare il traguardo...da li sembra un aereoporto. In leggera salita  teniamo aperto il gas per lungo tempo sperando che il motore non crolli leggeremo con rapporti obbligatoriamente allungati quasi 225km orari, tagliamo il rettilineo da destra ci portiamo a sinistra proprio in corrispondenza dell’uscita dei box e ci prepariamo alla staccata più dura che ci immetterà nella curva san donato.
Al cartello dei 100 metri ci sembrerà di essere aspiranti suicidi ma riusciremo a decellerare ugualmente e a portarci dalla sesta alla seconda marcia. Stando stretti entriamo alla san donato senza calare mai il gas e accelerando subito mettendo la terza in uscita. C’e da dire che la san donato fatta con la rs 250 è un po’ ostica in quanto in scalata nel mettere la seconda marcia avvertiremo che il motore tenderà a salire troppo di giri...ma se proveremo a inserire la terza entreremo bene per poi non venirne più fuori a meta curva..quindi facciamo finta di non sentire il motore che ulula  e buttiamoci dentro la seconda.

Abbiamo davanti a noi la luco che affronteremo in terza. Sacrificheremo molto la luco per poter entrare larghi nella poggio secco che segue immediatamente quindi stacchiamo passati i 100 metri ed entriamo larghi nella prima...veloce cambio di direzione e usciamo a cannone sul cordolo esterno pronti per mettere la quarta e presentarci alla materassi\ borgo san lorenzo. Simile alla luco ma leggermente più larga affronteremo la materassi in terza marcia dopo avere staccato dopo i 100 metri. Ritardiamo un po’ l’ingresso per cambiare velocemente la piega e uscire velocissimi dalla borgo san lorenzo sul cordolo esterno, inserendo la quarta e preparandoci al tratto in assoluto più da cardiopalma del tracciato.

Di nuovo terza e leggera carezza ai freni per buttarsi veloci dentro la casanova, una destra da terza piena stando interni vicini al cordolo interno. Cambio di direzione fulmineo per affrontare in quarta l’imminente savelli una sinistra   da 150 all’ora con uscita sul cordolo esterno che ci lascerà l’aquolina in bocca e ci farà  sobbalzare al pensiero di ripresentarci li tra poco più di 2 minuti.
Siamo pronti in quarta piena e ben tirata al limitatore a infilarci in 2 curve che sono nella storia e nel cuore di molti motociclisti, le arrabbiate. Ci portiamo a sinistra subito dopo la savelli per entrare ai 160  a destra  stretti sul cordolo interno dentro l’arrabbiata 1 senza calare mai il gas ma solo allegerendolo appena lo ridiamo pesantemente nel breve tratto che separa le 2 arrabbiate che i veri manici percorrono senza mai rialzare la moto. Sempre in quarta e a pieno gas affrontiamo la arrabbiata 2 una curva a destra con uscita cieca difficilissima da compiere bene, diamo pieno gas  piegatissimi interni  senza vedere  dove andremo e sarà solo a meta curva che vedremo spuntare il cordolo esterno che si avvicina a noi inesorabile per poi passarci accanto come un missile. Difficile descrivere cosa si prova se non lo si ha fatto, rimane che sbagliare alle arrabbiate non e mai cosa felice vista l’alta velocita.
Sempre in quarta affrontiamo un breve rettilineo che ci porta a staccare dopo i 100 metri e infilarci stretti e velocissimi nella scarperia chiudendo svelti e cambiando direzione buttandoci dentro la palagio da cui usciremo sul cordolo esterno mettendo anche la quarta in vista del correntaio. Stacchiamo passati i 100 metri infiliamo la terza  e  piegando a destra affrontiamo un curvone che pare infinito  su cui possiamo sperimentare le pieghe piu assurde. La curva non finisce mai viene voglia di dare gas sempre più presto ma non si può uscire larghi come si vorrebbe bisogna restare in traiettoria al centro della carreggiata per prepararsi ad affrontare le biondetti. Di quarta o quinta a seconda dei rapporti ci buttiamo stretti e tagliando il più possibile e piegando meno possibile nella biondetti 1 per poi cambiare velocemente direzione e affrontare a gas aperto e in piena accelerazione la biondetti 2 dalla quale usciremo sul cordolo esterno a velocità molto elevata. Mettiamo un'altra marcia e ci prepariamo a staccare passati i 100 metri per affrontare la bucine altro curvone da piu di 180 gradi stile correntaio a sinistra ma leggermente più veloce, scaliamo 2 marce e ci portiamo in terza buttandoci in piega vicini al cordolo interno. La carreggiata e talmente larga che  disorienta un po’ e ci si interroga su quali traiettorie e possibile fare. Anche qui piega infinita che non finisce mai e dulcis in fundo il curvone volge verso il basso anche abbastanza vistosamente. Molto ma molto prima di quanto gli occhi o il cuore direbbero dobbiamo iniziare a dare piena manata al gas per sfruttare l’allargamento mostruoso che si ributta sul rettilineo principale e sfruttare cosi tutta la pista arrivando sul cordolo esterno e mangiando altri decimi preziosi mettendo la quarta ancora in uscita di curva, la quinta prima dell’uscita box e anche la sesta prima del  traguardo pronti a tagliare la bandiera a scacchi intorno al 2 e 09...per i manici.

 


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